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 - DOMANDE E RISPOSTE-

-Desidererei cortesemente ricevere informazioni in merito alla forma di epatopatia che mi e' stata riscontrata. In particolare, ho 34 anni e nel 1996, a seguito di ecografia addominale, mi e' stata formulata diagnosi di STEATOSI EPATICA. Gli accertamenti successivamente eseguiti hanno evidenziato un quadro di STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA (familiarita positiva' per dislipidemia ed ipertensione arteriosa). L'iter diagnostico, che comprende anche un ricovero ospedaliero e l'esecuzione di biopsia epatica, e' stato completato nel 2000. Sono state escluse cause specifiche (negativi i markers per le epatiti, negativa la ricerca per il Morbo di Wilson) confermando la diagnosi di STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA. Effettuo dei controlli periodici (una volta l'anno eseguo l'ecografia addominale e gli esami bioumorali). Il quadro clinico e' rimasto sostanzialmente invariato; gli eami di laboratorio evidenziano pero' un lieve rialzo delle transaminasi. Il mio medico mi consiglia solo di seguire una dieta ipocalorica, ma francamente sono sempre piu' preoccupato per tale situazione. Alla luce di quanto appena rappresentato desidererei sapere se:
1. Allo stato attuale delle conoscenze scientifiche, vi sono terapie efficaci per curare efficacemente la steatosi;
2. A quali rischi vado incontro in futuro, dovendo persistere tale quadro;
3. Qual'e' lo stile di vita e di alimentazione efficace da seguire in tale situazione;
4. I consigli per eveitare che tale quadro possa degenerare.
Allo stato attuale, l'unica consolazione fornitami da piu di un medico sta nel sapere che una grande percentuale di ecografie addominali eseguite su soggetti giovani evidenzia un simile quadro di steatosi, correlata al nostro moderno stile di vita. Ma, francamente, continuo ad essere molto preoccupato

In effetti in quadro clinico che Lei descrive e' piuttosto comune al giorno d'oggi. Per poter valutare meglio la Sua situazione e' importante capire bene se vi sia sottesa una condizione definita "sindrome metabolica", caratterizzata in particolare dalla presenza di una o piu' delle seguenti condizioni: ipertensione arteriosa, dislipidemia, diabete o intolleranza agli zuccheri, obesita' o soprappeso. Una dieta bilanciata, equilibrata (certamente ipocalorica se vi e' soprappeso) e' l'approccio migliore, non solo per controllare la condizione ma in certi casi anche per puntare ad una regressione del quadro.

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