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Il virus E (HEV) è stato identificato di recente. Come il virus dell'epatite A, il virus E viene eliminato attraverso le feci e pertanto la principale fonte di trasmissione all'uomo avviene per via feco-orale, ossia mediante il contatto o l'ingestione.
La fonte principale di infezione è l'acqua inquinata, causa di molte epidemie nel subcontinente indiano, nella Russia Asiatica, in Medio Oriente, Nord Africa e Centro America. In alcuni casi sporadici, mediante contatti interpersonali l'infezione è stata trasmessa da questi focolai epidemici a singoli individui. In Italia il rischio di epatite E è limitato a viaggiatori diretti verso le aree endemiche. L'infezione, che colpisce soprattutto in una fascia di età tra i 15 e i 40 anni, ha un'incubazione variabile tra 2 e 9 settimane e spesso ha un'evoluzione subclinica o moderata, con guarigione clinica permanente. Solo nelle donne gravide l'epatite E può avere un'evoluzione fulminante e mortale. Le gammaglobuline commerciali non prevengono il contagio. Attualmente non esiste vaccino e pertanto la prevenzione dell'infezione è basata su misure di igiene personale e alimentare (primaria).
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~ Scheda Gradimento Associato ~
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